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domenica, 22 ottobre 2006
POI PENSANDO CHE NON SIA CAMBIATO NIENTE
Torno al sole che tramonta, al celeste dei tuoi occhi che si confonde col verde smeraldo dei tuoi occhi, ed io ne sono la vittima, la tua vittima o la mia vittima ?
Torno alle mie latitudini, ai miei sensi di colpa o meglio alle mie fughe preferite, mentre mi urlo che dobbiamo combattere, dobbiamo alzare il fucile e sparare, dobbiamo affrontare il nemico, ma noi non è che abbiamo paura, noi non abbiamo timori, quando siamo così, così pieni, nella corsa, chi può batterci, che cosa mai potrà fermarci, forse noi non siamo di qua, sicuramente noi non siamo di qua, qua non c'è nessuno che ci assomiglia, abbiamo le nostre latitudini ed a volte non vogliamo ricordare, pensiamo che sia solo vittoria, solo adrenalina nel sangue che ci pompa alle tempie, solo ferocia, e non siamo sbagliati, nè stiamo sbagliando, nè siamo dalla parte sbagliata e nè stiamo facendo la cosa sbagliata,è solo che noi non siamo niente altro che noi e, semplicemente, stiamo solo facendo quel che siamo.
Poi, il sole torna alla sua terra, e noi non abbiamo più niente altro che i nostri sogni, e le nostre prigioni senili, e i nostri ricordi sono cavalli in fuga nella pianura del tempo, mentre te, la mia strada, il sentiero che porta alla mia attuale vita, alla mia casa di ora, laddove sono così come sono, mi prendi le mani e domini con la resa il mio rancore, la mia rabbia, la mia voglia di chiudere tutto, le porte e le finestre, e spalanchi la mia apprensione per la tua sofferenza, il tuo sgomento, il tuo disorientamento se ti lasciassi da sola.
Io guardo ciò che mi ha fatto arrabbiare, e lo sento meno presente benchè molto giustificato, ed ascolto il tepore delle tue tenere labbra sulle mie raccontarmi tutte le tue ragioni.
Ed io per ora mi arrendo.
22:10 Link permanente | Commenti (0) | Manda
