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giovedì, 10 agosto 2006
IO TI GUARDO
E vedo il tuo corpo così come sei, senza tutte quelle colorazioni che gli attribuiscono i miei sentimenti, senza quelle luci ed ombre e tonalità che gli danno i miei impulsi e gli istinti, vedo la tua vita così, fragile e tenera, così fragile, così ......
come la mia , come me stesso, come i miei anni inutili ed i miei giorni, quelli da giudice e quelli da giudicato, ed ho compassione, per ora, per noi, per te, per me, per la nostra inutilità, per la nostra inutile lotta verso tutto, verso le avversità , ora che mi trovo solo a combattere, scoprendo che te sai solo arrenderti all'evidenza dei fatti, che non sai dire no, che non sai farti montare il sangue alla testa, e magari aspettando il momento opportuno per la vendetta, nascondendola nella remissione, colpire il colpevole nel suo punto debole dando libero sfogo alla tua rabbia reppressa, per una giusta causa.
IO TI GUARDO e ti vedo così, così tenera ed indifesa, come quando vidi per la prima volta il tuo viso, lontano dal tempo e dalla misericordia degli uomini e delle donne, preda del dolore e senza nessun aiuto nessun principio indelebile ed inossidabile contro l'ingiustizia delle cose come una bimba sperduta ed orfana del suo amore, e mi commossi mio piccolo dolce ed indifeso amore abbandonato a sè stesso nel pieno espletamento del suo dovere verso il dolore e mi commossi, senza freni e senza ritegni, e giurai davanti ai tuoi occhi sofferenti la mia personale vendetta.
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